Val Bognanco in inverno si rivela una vera prova per chi sceglie di percorrere le sue vie strette e spesso coperte di neve. Qui, le gomme da neve o le catene non sono certo un optional. L’ingresso al percorso è poco distante dall’Oratorio di San Bernardo, oltrepassati i 1.600 metri di altitudine. Subito parte un sentiero segnalato, che porta – più in fretta di quanto si pensi – al primo rifugio di nome San Bernardo, nascosto tra un fitto bosco di conifere. Insomma, un ambiente che racconta la montagna vera, lontana da quel turismo di massa che spesso stravolge il paesaggio. Qui, gli spazi si aprono ampi e decisamente suggestivi.
C’è chi, camminando in zona – nota anche per le sue fonti termali, ben tre sparse sul territorio – sente una connessione autentica con la natura selvaggia tipica delle Alpi. Quello che colpisce più di tutto è il netto contrasto tra i pianori di torbiera e le radure coperte di neve: paesaggi che sembrano più del Nord Europa che di una classica montagna italiana. Un dettaglio che rende questo ambiente raro e speciale, difficile da trovare in altri angoli alpini.
Il percorso si snoda su diversi livelli di quota, salite e discese alternandosi, regalando scorci su valli tranquille e laghetti nascosti. Come il lago Ragozza, vicino ai 2.000 metri, che con la sua acqua calma incastonata tra la roccia e la neve è tra gli angoli più belli del tour. Dopo questa tappa spettacolare, si arriva al rifugio Gattascosa, perfetto per una pausa con vista sulla conca sottostante. L’aria qui è fredda e pulita, una boccata di ossigeno particolarmente apprezzata da chi, vivendo in città, cerca rifugio nella natura durante i mesi più freddi.
Un percorso immerso nella complessità naturale della Val Bognanco
Dal rifugio Gattascosa la via si dirige verso il passo di Monscera, un valico che si trova intorno ai 2.100 metri di quota, proprio vicino al confine svizzero. Qui si capisce il ruolo geografico di questo territorio, luogo d’incontro tra diversi scenari alpini. Chi vuole saltare la salita al passo può scegliere il sentiero verso l’Alpe Paione, che tocca un punto alto del percorso, leggermente sopra i 2.000 metri.

Lungo il cammino emergono particolari che spesso sfuggono al visitatore distratto: ad esempio un cippo ornato da una fascia metallica con figure ispirate alla cultura locale, un dettaglio non da poco. La discesa da qui approda alla borgata Arza, che mantiene ancora la quiete e il fascino di tempi passati, prima di arrivare al terzo rifugio, Il Dosso, nascosto tra gli alberi. Negli ultimi metri, il sentiero attraversa un’area con piccole opere idrauliche, dove si formano pozze ghiacciate. Il gioco di luci e ombre sul ghiaccio dona all’ambiente un’atmosfera invernale molto suggestiva.
In inverno si nota un fenomeno particolare: le incrostazioni di ghiaccio sulle superfici d’acqua ferma. Una caratteristica che arricchisce l’escursione, trasformandola in un’esperienza multisensoriale. Vedere, toccare e sentire il freddo, unito alla fatica del cammino: insomma, una sensazione raccontata spesso da chi conosce bene queste montagne, come un aspetto unico e quasi magico.
Indicazioni pratiche per affrontare il percorso con sicurezza
Il giro completo si estende su circa 9 chilometri con un dislivello che supera i 450 metri. Calcolate almeno tre ore e mezza di cammino, senza contare le soste. Servono attrezzature adeguate – racchette da neve o ramponi, secondo come sta la neve – perché le condizioni qui variano e bisogna tenere d’occhio ogni dettaglio per restare al sicuro. Prima di partire, consultate sempre i bollettini aggiornati su rischio valanghe e meteo: un’attenzione mai da sottovalutare in montagna.
Questo itinerario è ideale per chi vuole fare movimento all’aria aperta, lontano dalle piste più frequentate, ma senza rinunciare a rifugi attrezzati per fermarsi. L’isolamento e la buona forma fisica, però, contano parecchio, visto che spesso l’accesso avviene su strade soggette a condizioni meteorologiche mutevoli. Val Bognanco, così, non è solo una località termale, ma anche una meta concreta per chi ama l’escursionismo invernale, con natura, equilibrio e sicurezza sempre al primo posto.
Negli ultimi tempi l’interesse verso percorsi di difficoltà media è cresciuto, attirando chi cerca paesaggi insoliti abbinati a una certa facilità, a patto di avere l’equipaggiamento giusto. Non servono doti alpinistiche, ecco il bello: Val Bognanco mostra come esplorare la montagna in qualsiasi stagione sia possibile, grazie a sentieri ben segnalati, rifugi funzionanti e un sistema informativo abbastanza affidabile per pianificare bene l’escursione. Chi arriva qui d’inverno si trova un ambiente vivo e protetto, dove la natura alpina si rivela nelle sue forme più sincere.