Chiudere le porte inutilizzate in casa moderna non riduce i consumi energetici: ecco perché

Ogni mattina, prima di uscire, chiudevo con cura tutte le porte delle stanze inutilizzate: lo studio poco frequentato, la camera degli ospiti, persino il ripostiglio. Molti fanno così. L’idea comune? Risparmiare gas limitando il riscaldamento ai soli ambienti in uso, così da abbassare la bolletta. Un’abitudine che – soprattutto con i recenti prezzi dell’energia – si è diffusa un po’ dappertutto in Italia. Poi, durante una manutenzione alla caldaia, un tecnico mi ha chiesto qualcosa di inaspettato: “Tiene sempre chiuse tutte queste porte?” Una domanda che ha acceso una nuova luce sulle dinamiche del calore in casa.

Il paradosso del calore: come le porte chiuse complicano il risparmio

Il punto è questo: il calore si muove naturalmente, dalle zone più calde a quelle più fredde, finché non si raggiunge un equilibrio. Se si chiudono le porte delle stanze vuote, questo flusso si interrompe. Ecco cosa succede: le stanze riscaldate devono “lavorare” di più per compensare le perdite di calore attraverso le pareti che confinano con gli spazi freddi. Insomma, la caldaia si affanna a tenere su la temperatura, consumando più energia.

Chiudere le porte inutilizzate in casa moderna non riduce i consumi energetici: ecco perché
Il termostato e le banconote illustrano il costo del riscaldamento, un tema centrale nell’articolo sui consumi energetici in casa. – casavacanzedifranco.it

Ma c’è un altro dettaglio non da poco. Negli impianti moderni con valvole termostatiche, le porte chiuse possono alterare la pressione del sistema, riducendo l’efficienza complessiva. Tenere aperte le porte aiuta invece il calore a distribuirsi meglio. La caldaia ne trae vantaggio, con temperature più costanti e meno sforzo. Un fenomeno piuttosto evidente in molte case, specie quando arriva l’inverno rigido.

Come regolarsi davvero: valvole termostatiche e spazio aperto per un calore equilibrato

Da quando ho scoperto questo meccanismo, ho cambiato completamente l’approccio al riscaldamento domestico. Prima cosa: ho installato valvole termostatiche su ogni radiatore. Così posso gestire la temperatura stanza per stanza, evitando di sprecare calore dove serve meno. Diciamo, nelle camere usate raramente, imposto le valvole su livelli bassi – tra uno e due – mantenendo un comfort minimo intorno ai 15-16 gradi. In questo modo – soprattutto da quando abito nel Nord Italia – evito problemi classici come umidità e formazione di muffa, fastidiosi se si lascia un ambiente troppo freddo troppo a lungo.

Negli spazi principali – soggiorno e camere da letto – alzo invece la temperatura, regolando le valvole su valori più alti per garantire il giusto comfort. Apertura delle porte compresa: questo aiuta a far circolare meglio il calore, facendo lavorare la caldaia meno frequentemente ma in modo più efficace. Il risultato? Al mattino si riscalda più in fretta, con una temperatura che resta stabile per tutto il giorno. Chi abita in città come Milano lo nota bene, ma vale anche dalle parti di campagna, credetemi.

Il mito di chiudere le porte delle stanze inutilizzate per risparmiare gas si è rivelato piuttosto infondato. Alla fine, il bilancio energetico di casa cambia se si gestiscono porte e valvole con criterio, riducendo gli sprechi e mantenendo un ambiente – diciamo – più sano e confortevole tutto l’anno.

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