Lungo le rive di un corso d’acqua che attraversa la media Valle Argentina, tra le Alpi Liguri, si trova un borgo dal fascino antico, quasi fuori dal tempo. A pochi chilometri dalla costa della Riviera di Ponente e vicino al confine con la Francia, questo piccolo paese in pietra attira chi cerca un paesaggio autentico, dove la cultura sembra conservare gelosamente le sue radici. Le viuzze strette, i ponti in pietra e le case dai colori caldi si affacciano sul fiume, regalando non solo una vista, ma un’esperienza capace di riportare indietro nel tempo, in un luogo dove la serenità storica è palpabile.
Il colpo d’occhio è vivido fin dal primo passo: attraversare un vecchio ponte, passeggiare lungo le strade lastricate – con nomi quasi poetici – e sentire quel legame intimo con la natura che avvolge ogni angolo. E questo, pur restando un luogo produttivo e aperto al turismo, il borgo conserva un ritmo tutto suo, scandito dalle stagioni che si susseguono e dai prodotti di una terra che vive nella quotidianità dei suoi abitanti.
Il borgo tra passato preistorico e storia medievale
Prima che il Medioevo segnasse il suo corso, la zona era già abitata da comunità liguri, come testimoniano molti reperti archeologici ritrovati lì vicino. Il fatto cruciale? Una battaglia tra eserciti locali e romani, combattuta su uno dei primissimi insediamenti, che segnò l’ingresso di questa terra nel mondo romano, segnandone il destino per diversi secoli.

Durante il Medioevo, le incursioni dei pirati saraceni rappresentavano un pericolo concreto, stimolando così l’organizzazione difensiva del borgo. Dal XII secolo, il controllo passò ai conti di Ventimiglia, rafforzando i legami con il territorio circostante. Non distante, la potente Repubblica marinara di Genova estese la sua influenza per secoli. Negli ultimi tempi del XVIII secolo, le trasformazioni politiche inserirono il borgo prima nella Repubblica Ligure, poi sotto il dominio francese e, infine, nel Regno di Sardegna, prima di farlo entrare nel Regno d’Italia nel XIX secolo.
La maggior parte di chi vive in città ignora quanto la storia abbia inciso, non solo sugli edifici, ma anche sulle tradizioni ancora oggi vive, ben visibili nelle feste e celebrazioni scandite nel corso dell’anno. Il patrimonio storico e culturale non è un semplice sfondo, ma dà a chi abita il luogo una personalità forte, radicata nelle origini.
Un intreccio tra natura e cultura enogastronomica
Il paesaggio naturale diventa parte integrante dell’identità di questo borgo. Boschi, torrenti e pascoli abbracciano le antiche case, mentre le coltivazioni terrazzate sulle montagne evidenziano un legame imprescindibile con la terra. Uliveti – che producono un olio di qualità conosciuto ben oltre i confini regionali – convivono con i vigneti da cui nascono ottimi vini, pilastri della cultura enogastronomica locale.
Basta pensare alla sagra dello stoccafisso. Un evento che ogni anno richiama visitatori curiosi di scoprire costumi antichi e ricette tradizionali. La festa è una riscoperta delle radici: lascia intravedere come una comunità sappia mantenere vivi valori storici attraverso il cibo.
Tra gli edifici più importanti, spicca la chiesa barocca di Santa Maria Assunta e San Giorgio, edificata nel Seicento, tutt’ora centro religioso e culturale. Le cinque porte storiche delimitano il centro, raccontando epoche differenti. I ponti – come quello di Santa Lucia, del 1606, o il ponte della Madonna degli Angeli – collegano natura e architettura, narrando secoli di vita locale, usanze e tradizioni.
Un dettaglio spesso trascurato: arrivare al borgo è semplice. Dista poco dalla costa e da alcune località turistiche note, con strade in buone condizioni che lo rendono raggiungibile senza problemi in auto. Il risultato? Una visita che unisce scoperta culturale e immersione nel paesaggio, perfetta per chi vuole conoscere dal vivo il territorio.