Antartide senza ghiaccio: nuova mappa rivela paesaggi sommersi e fragilità del Polo Sud

Dietro al freddo silenzio dell’Antartide si cela un volto che pochi scorgono davvero: quello di un territorio nascosto sotto uno spesso strato di ghiaccio – una coltre bianca che a prima vista sembra immobile, quasi eterna. Eppure, sotto quel guscio gelato, si nasconde una geografia complessa, fatta di rilievi, vallate e canyon sommersi. Un territorio vivace, molto più di quanto sembri, e capace di influenzare, in un modo non banale, i cambiamenti globali. Così è nata Bedmap3, la mappa più dettagliata del fondale antartico realizzata finora. Alla base di questo progetto ci sono anni di lavoro da parte di molti team scientifici sparsi nel mondo, con tecnologie che vanno dai satelliti alle imbarcazioni, senza dimenticare le classiche spedizioni con le slitte. Qual è il risultato? Una mappa che non solo svela la topografia nascosta, ma aiuta a leggere i movimenti e i comportamenti del ghiaccio – aspetti centrali quando si parla di clima e trasformazioni su scala planetaria.

Una mappa che svela il vero volto del continente

Chi avrebbe mai pensato che sotto la superficie della calotta antartica si nasconda un paesaggio sotterraneo in grado di guidare il movimento stesso del ghiaccio? Dietro quei 27 milioni di chilometri cubi di ghiaccio, si cela un vero sistema geologico: montagne, depressioni e bacini che dirigono il flusso gelido. Il ghiaccio, in pratica, scivola seguendo il profilo del fondale. Ecco perché accelera nei canali più lisci e rallenta davanti a ostacoli naturali come creste o rilievi rocciosi – un dettaglio non da poco quando si studiano i suoi spostamenti.

Antartide senza ghiaccio: nuova mappa rivela paesaggi sommersi e fragilità del Polo Sud
Spettacolari iceberg nel mar Glaciale Antartico, la cui bellezza cela la fragilità di un ecosistema minacciato dai cambiamenti climatici. – casavacanzedifranco.it

E tutto questo ha un senso ben preciso, visto che capire questi meccanismi aiuta a prevedere come le calotte risponderanno al riscaldamento globale. Bedmap3 ha fatto un salto di qualità rispetto a prima, inserendo milioni di nuove informazioni su zone chiave come l’Antartide orientale e le coste occidentali – aree cruciali per la stabilità del ghiaccio. Ma, in quelle zone difficili da sondare direttamente, gli scienziati hanno usato modelli matematici che simulano il comportamento del ghiaccio, per colmare le lacune della mappa. E tra le sorprese più interessanti ci sono i canali subglaciali, invisibili dalla superficie ma protagonisti nel modificare il ritmo con cui i ghiacci si muovono. Cosa succederebbe se tutto il ghiaccio antartico si sciogliesse? Beh, il livello dei mari salirebbe di circa 58 metri: ecco una misura che fa capire bene la portata di questo fenomeno.

Una fragilità maggiore di quanto si immaginasse

Negli ultimi tempi la configurazione delle masse ghiacciate ha mostrato una vulnerabilità più evidente rispetto al passato. Non pochi ghiacci si appoggiano su rocce sommerse sotto il livello del mare, e qui entra in gioco un nemico silenzioso: acque oceaniche più calde che si insinuano lungo i margini continentali. Questo processo erode lentamente la base della calotta, minacciandone la stabilità. Ma non finisce qui. Il punto di massimo spessore del ghiaccio, che si pensava fosse nel bacino di Astrolabe, è stato finalmente identificato in un canyon fino ad ora non mappato nella Terra di Wilkes: lì il ghiaccio raggiunge quasi 4.800 metri, una misura davvero impressionante. Il sistema antartico, insomma, è più complesso e vasto di quanto si potesse immaginare – difficile da visualizzare se non ci si avvicina di persona o con strumenti sofisticati. E poi ci sono le piattaforme di ghiaccio galleggianti che, durante le basse maree, toccano il fondo oceanico: un fenomeno poco considerato, eppure in grado di influenzare sia il movimento del ghiaccio che la circolazione delle acque marine. Tutto ciò è cruciale, perché modelli climatici depongono proprio su queste variabili. Si pensi che, soltanto negli ultimi dodici mesi, l’Antartide ha perso circa 168 miliardi di tonnellate di ghiaccio. Un dato che conferma una tendenza negativa iniziata nel 2002, e che pesa parecchio sull’innalzamento globale del livello del mare. Gli effetti? Non sono un problema astratto: già oggi colpiscono le coste più popolate del mondo.

Capire per agire: perché questa mappa è fondamentale

L’Antartide, con il suo equilibrio sottile, manda segnali che non si possono più ignorare. Bedmap3 non è un punto di arrivo, ma un mezzo prezioso per interpretare il presente e, soprattutto, anticipare quello che accadrà. Dietro quella superficie compatta, si nasconde un sistema geo-ecosistemico articolato, fatto di flussi e processi su cui basta una variazione minima per innescare effetti a catena. Comprendere questa rete serve per organizzare al meglio i controlli e scegliere strategie di adattamento valide – in un mondo in cui il clima cambia rapidamente. Negli agglomerati urbani di tante città italiane, ad esempio, si notano piccoli ma evidenti aumenti dei livelli idrici: un segnale che arriva da lontano, passando per l’Antartide, e che racconta molto. Ecco perché è un sistema che parla, attraverso i suoi dati, e che reclama attenzione continua – da qui dipende, davvero, il futuro della sicurezza ambientale a livello globale.

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